C’è una “passività latente” di enormi proporzioni che staziona, ben celata, sopra le teste di tutti gli italiani.
Oscilla, secondo miei calcoli semplificati, fra i 2.914,3 ed i 3.544,6 miliardi di Euro.
Per poter fare un confronto, si ricorda che il PIL Italiano del 2011 è stimato in circa 1.600 miliardi di Euro e che il totale del debito pubblico è di 1.928 miliardi di Euro.
Trattasi quindi di un macigno di enormi proporzioni occultato con estrema cura e che, al contrario, da anni dovrebbe essere fatto pubblicamente emergere.
Di cosa si tratta ?
Della “riserva matematica” degli attuali pensionati che dovrebbe, da normativa vigente (ma sino ad ora inapplicata) entrare come posta passiva nel bilancio tecnico dell’INPS.
Ma nessuno sa ufficialmente, almeno sino ad ora, a quanto ammonta.
Eppure il suo calcolo e la sua esposizione in bilancio, pur in un sistema "a ripartizione" quale è quello INPS, è una verifica tecnico-attuariale obbligatoria delle gestioni amministrate stabilita dal Consiglio di Amministrazione dell’INPS con delibera n. 182 del 18 maggio 2005 (cfr. art. 124 e 125 del “Regolamento di Amministrazione e Contabilità” INPS, in http://www.inps.it/AttiUfficiali/Atti/Allegato%20delib.%20n.%20172%20del%2018%20maggio%202005.pdf ) ma che, sino ad ora, non è stata mai attuata tanto da obbligare il Collegio Sindacale dell’INPS ad inserire –anche nella loro relazione al bilancio 2010 - specifici pressanti richiami agli Amministratori (… il Collegio rinnova l’invito all’Amministrazione a voler predisporre il Bilancio tecnico per tutte le gestioni ed i fondi amministrati, ed in via prioritaria, di quello del Fondo pensione lavoratori dipendenti, nonché di trasmettere gli aggiornamenti annuali richiamati nella parte generale della presente Relazione … pag 160 dei Bilanci 2010 -tomo I- in http://www.inps.it/bussola/VisualizzaDOC.aspx?sVirtualURL=/docallegati/Mig/Doc/Bilanci/repository/information/RendicontiGen2010/Rendiconti_generali_2010_Tomo_I.zip&iIDDalPortale=7639 )
Perché non viene fatto ?
E’ complesso il calcolo? Certamente.
Ma, forse, l’INPS fa “orecchie da mercante” soprattutto perché potrebbe evidenziare un altro, enorme, “buco” italiano!
Spieghiamoci meglio.
Con la riforma Fornero, fra l’altro, a partire dal 1° gennaio 2012, le anzianità contributive maturate dopo il 31 dicembre 2011 verranno calcolate per tutti i lavoratori con il sistema contributivo (cfr. art. 24, comma 2, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni nella la legge 22 dicembre 2011, n. 214, in http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2011;201 ).
Ciò, in una sana gestione previdenziale, fra l’altro, implicherebbe il passaggio al metodo di capitalizzazione in modo che i contributi versati all’INPS da inizio anno dovrebbero essere progressivamente accantonati ed essere restituiti, con gli interessi, per costituire le future pensioni degli attuali lavoratori assicurati.
Entrate, quindi, vincolate ed intoccabili.
Ma questo –purtroppo- solo in teoria perché l’INPS con i contributi degli attuali attivi continua (e quasi certamente continuerà) a pagarci mensilmente le rate delle oltre 18,3 milioni di pensioni ora in essere e mai passerà ad un sistema "a capitalizzazione" !
Perché con i pensionati attuali l’INPS (e, quindi, lo Stato) si è impegnato a corrispondere una rendita mensile per tutta la vita.
E per fronteggiare tali impegni (non correlati ad alcuna entrata attuale e futura), anziché consumare i contributi attuali (distogliendoli – a mio parere surrettiziamente- alla loro naturale destinazione, cioè per legge alle future pensioni di chi oggi lavora), la tecnica assicurativa ci dice che dovrebbe essere costituito un apposito fondo, denominato “riserva matematica”, calcolato secondo precise regole attuariali, che coniugano la variabili demografiche e finanziarie.
Per farla semplice (ma, ahimè, egualmente drammatica) e andare al dunque, tale Fondo potrebbe appunto oscillare fra i 2.914,3 ed i 3.544,6 miliardi di Euro richiamati in apertura di questo post.
Ma il Fondo non esiste ne viene calcolato perchè si adotta il "sistema a ripartizione" ed i figli e i nipoti pagano ora e pagheranno in futuro le pensioni di genitori e nonni !
Ma quelli forniti sono numeri da giocare al lotto ?
No, numeri non precisissimi ma in grado di evidenziare il problema e darne una, seppur approssimata, dimensione.
Come si è arrivati a questa cifra ?
Abbastanza facilmente, ma ovviamente con molte approssimazioni.
Innanzitutto, considerando che in un rapporto reso noto il 26 aprile u.s., l’INPS e l’Istat ci informano:
- che la spesa per prestazioni pensionistiche è stata, nel 2010, pari a 258,5 miliardi di Euro;
- che il 3,5 per cento dei pensionati italiani ha meno di 40 anni, che il 29,1% ha un'età inferiore ai 65 anni e che il 70,9% dei percettori di pensione ha più di 64 anni e che quindi, assumendo l’ipotesi di una equidistribuzione all’interno di tali fasce di età, il pensionato italiano ha una età media all’incirca pari a 65 anni e 8 mesi.
Poi, è stato riscontrato dalle più recenti rilevazioni demografiche Istat che la speranza di vita del nostro pensionato medio italiano, come sopra individuato, è pari a 17,1 anni (vita media futura di un maschio di 66 anni; le femmine hanno una speranza di vita superiore di circa 5 anni quindi il dato sottostima la realtà).
Da queste informazioni elementari si può ottenere facilmente (258,5 x 17,1) la somma del costo pensionistico futuro, statisticamente certo, degli attuali pensionati INPS : 4.420,35 miliardi di Euro (cioè 2,8 volte il PIL di un anno e 2,3 volte il debito pubblico).
Ma queste sono le uscite future e non la “riserva matematica”, cioè quella somma che dovrebbe essere accantonata e che, impiegata ad un certo tasso di rendimento, dovrebbe esser sufficiente per far fronte al pagamento delle 13 mensilità annuali a chi non lavora più per tutto il resto della vita.
Per stimare la riserva, sono stati quindi scelti ed utilizzati due tassi di interesse: il 2,5% a cui si avvicina l’attuale “euribor” a 20 anni (cfr: http://www.euribor.it/) ed un più ottimistico, ma probabilmente irrealistico, 5%.
Operando infine sul “pensionato medio” (65,8 anni, speranza di vita 17,1 anni) sopra individuato e considerando fermo l’esborso annuo attuale (258,5 miliardi di Euro), con le ovvie semplificazioni (e quindi conseguenti approssimazioni) si giunge a definire in :
- 2.914,3 miliardi di Euro la riserva matematica dei pensionati italiani nell’ipotesi di un tasso del 5%
- 3.544,6 miliardi di Euro la riserva matematica dei pensionati italiani nell’ipotesi di un tasso del 2,5%.
Riserva, lo ribadiamo, che costituisce solo una passività, perché non bilanciata da correlate attività, del bilancio tecnico delle gestioni pensionistiche che l’INPS dovrebbe calcolare e render pubblica da ben 7 anni.
Ma non lo ha ancora fatto. Perché ?
A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina. O no ?
A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina. O no ?
Ho letto con interesse il tuo blog. Il cambiamento del sistema pensionistico da retributivo a contributivo comporta gravi problemi contabili che io non sono in condizione di valutare appieno. L'inserimento del debito futuro per le pensioni o la riserva matematica in un bilancio tecnico (va definito quale tipo di bilancio e che tecnica) va chiarito e se non è stato fatto con norme giuridiche vuol dire che faranno come vogliono. Quindi fai bene a fare il blog e a fare domande. La pubblica amministrazione (e del diritto amministrativo) è un sistema infernale in cui ad esempio se su una norma è scritto che mi devono mandare un atto entro 30 giorni io ingenuamente penso che trascorso tale termine non possono mandarmi niente e invece hanno inventato i termini ordinatori (che stabiliscono loro quando sono tali, senza scriverlo sulla norma) per cui quei termini sono solo indicativi. Una volta feci ricorso al Tar ed aspettavo pazientemente la risposta fin quando non scoprii per caso che per far discutere il ricorso bisognava fare una cosiddetta istanza di prelievo (che poteva anche non essere presa in considerazione), altrimenti si aspettava sicuramente all'infinito. L'immaginare un sistema pensionistico retributivo come una pubblica amministrazione come quella che ho cercato pur ancora ingenuamente di descrivere non può essere considerato semplicemente derivante da corruzione o da cattiva politica. E' un sistema talmente raffinato nella sua perversione che sta mostrando i suoi effetti deliberati perseguiti almeno dalla unità d'Italia (occorre ricordare la scomunica di Vittorio Emanuele II e di Garibaldi, insieme ai cittadini che andarono a votare nelle elezioni). Come dice Andreotti "a pensare male si fa peccato ma spesso si indovina" ed io sono quasi sicuro che le sue disgrazie giudiziarie siano dipese più da questa dichiarazione che dalle presunte malefatte (di cui era eventualmente solo esecutore materiale). Ricordo quando disse pure che la mafia non era solo in Sicilia ma era presente nello Stato ed in particolare nella scuola. Che si voleva da un Presidente del consiglio? Che facesse la rivoluzione al posto nostro per farci felici? Tutti i cosiddetti rivoluzionari fecero finta di niente e si accodarono al popolo aizzato, tranne poi accoglierlo fra i propri banchi senza dare spiegazioni che io sia riuscito a sentire.
RispondiEliminaSmetto per paura di incorrere nel numero dei caratteri, ci risentiamo.
Sono un pò ageè e ricordo che il Banco di Napoli, quando era Istituto di credito di diritto pubblico, era autorizzato a non iscrivere i propri dipendenti all’INPS (era in un regime esonerativo) e pagava direttamente le pensioni.
RispondiEliminaMa nei primi anni ’80 divenne Presidente Rinaldo Ossola che, riguardo alle pensioni, fece subito calcolare la Riserva Matematica, iscrisse il relativo deficit in Bilancio e chiuse i conti con un clamoroso “rosso”.
Ossola fu costretto alle dimissioni ma qualche anno dopo il Banco sostanzialmente fallì.
Vuoi vedere che l’INPS (e l’Italia) fanno la stessa fine ? Per cautelarci: corna e bicorna capa alice capa d'aglio …
Gennaro M.
Le tue analisi, caro Luciano, sono sempre strepitose: lucide e tecnicamente... drammatiche.
RispondiEliminaLeggerle.... accentua ulteriormente il mio desiderio - la mia preghiera, quasi ! - che i miei figli lascino questo paese e si diano un futuro altrove.
Roberto IUCCI
Roberto, io -nonostante tutto- sono ottimista.
EliminaConosco persone i cui figli erano andati all'estero ed ora stanno tornando in Italia.
Abbiamo attraversato periodi ben peggiori!
Sono un settantenne, pensionato, padre e nonno “quasi” felice.
RispondiEliminaMa poi ho letto questo scritto ed ho compreso che, oltre all’enorme debito pubblico, i nostri figli e nipoti dovranno far fronte anche all’altrettanto immenso debito sopra quantificato per le pensioni in essere (e per quelle “promesse” ?).
Quindi: vai con le imposte ed i contributi previdenziali “a perdere”!
Quanti guai abbiamo fatto (o, meglio, fatto fare)!
Sono sempre un settantenne, pensionato, padre e nonno: ma un po’ meno felice.
Alberto G.
Cari Amici Lettori,
RispondiEliminail problema dell’INPS e, più in generale, del sistema pensionistico italiano è dovuto all’utilizzo del sistema “a ripartizione”, che fu concepito in tempi in cui la crescita demografica era costante e le fasce di popolazione giovane (che pagavano e pagano le pensioni) superavano nettamente quelle degli anziani e dei vecchi (che ricevono le pensioni).
Si attivò così un "contratto di solidarietà sociale" tra giovani e anziani: i figli avrebbero garantito la sicurezza economica dei loro padri !
Ma ora sono più numerosi i padri (e le madri) dei figli e dei nipoti e non solo il sistema pensionistico ma l’intero sistema sociale scricchiola !
Quindi, date anche le cifre (paurose!) che ho evidenziato sulla riserva matematica dei pensionati, non sembra assolutamente sufficiente –nel medio termine- l’allungamento del periodo lavorativo deciso nei mesi scorsi e, almeno a me, sembra inevitabile sia il passaggio al sistema “a capitalizzazione” che una consistente tosatura alle pensioni in essere.
Quando sarà fatto, come e da chi ? Ah, saperlo ! Spero solo di sbagliare …
Ma quello che ho descritto nel successivo post “de iuventute et senectute” mi appare la classica “quadratura del cerchio” !