Sono nato nel febbraio 1945 e quindi, da circa 2 mesi, sono nel sessantottesimo anno di età. La demografia dice che la mia speranza di vita è di circa 16 anni e, al momento, per mia autodiagnosi, sono in buona salute, fisica e mentale.
Ma …
I neurobiologi hanno calcolato che, a partire dai 30 anni, il cervello umano comincia a perdere giornalmente un certo numero di cellule. Inizialmente le cellule cerebrali perse sono poche ma, dopo i 70 anni, possono arrivare a centomila al giorno. Ecco perché dai 30 ai 75 anni il cervello perde fino al 10% del suo peso e fino al 20% del suo rifornimento di sangue.
Del resto, una ricerca pubblicata sul 'British Medical Journal' on line e resa nota agli inizi di questo 2012 ha evidenziato che la memoria, la capacità di ragionamento e di comprensione, cioè, in sintesi le funzioni cognitive di una persona, possono iniziare a deteriorarsi a partire dai 45 anni. In particolare, le rilevazioni condotte in dieci anni di osservazione hanno dimostrato che per gli uomini della mia fascia di età (65-70enni), in apparente perfetta forma, c’è già un calo del 9,6% nella qualità del ragionamento mentale.
Tuttavia, un amico medico mi ha rassicurato: la bella notizia è che, trigliceridi e colesterolo a parte, se ci regge il cuore, se ossigeniamo bene il sangue e se la carotide fa il suo mestiere (portare ossigeno e nutrimento al cervello), sta a noi tenere sotto esercizio la mente e mantenerla brillante e spumeggiante a qualunque età !
Ed è anche per questo che ho deciso di attivare questo blog e chiamarlo “Avanzi di cervello”: per cercare di tenere in esercizio quel che resta -ora e nel futuro- della mia materia grigia !
In verità l’idea degli “avanzi” mi è anche venuta leggendo i brillanti interventi dell’amica Mara sul suo blog che ha chiamato “Avanzi di cucina” ( http://avanzi-avanzi-avanzi.blog.kataweb.it/ ).
Con i miei “post”, che spero di scrivere nel tempo libero da impegni familiari (moglie, figli e nipotini), ho l’obiettivo di soffermarmi sia su notizie di attualità (la cosiddetta “congiuntura”) sia su problemi di fondo (la “struttura”) proponendo, spero con leggerezza ed un pizzico di ironia, ai Cortesi lettori (mah, ce ne saranno ???) alcune riflessioni su cronaca, economia, politica, ecc. Insomma, dissertazioni sulla “varia umanità” che circonda ciascuno di noi.
Inizio restando sugli “anziani” e prendo spunto da due notizie che mi hanno particolarmente colpito negli ultimi giorni.
Sembra che gli anziani e la crescita della vita media siano un serio problema in grado di destabilizzare il Mondo. E’ lo stesso Fondo Monetario Internazionale che 2 giorni fa (l’11 aprile 2012) ha lanciato un “allarme longevità” evidenziando che «se la vita media nel 2050 si allungherà di 3 anni in più di quanto previsto oggi, il già ampio costo dell'invecchiamento della popolazione aumenterà del 50%» (vedi, ad esempio, www.corriere.it/economia/12_aprile_11/fmi-allarme-longevita_e9458e42-83df-11e1-8bd9-25a08dbe0046.shtml
Del resto, anche in Italia, si parla di “degiovanimento” della popolazione, un (brutto ?) neologismo introdotto in un recente studio ( www.giovaniesocieta.unibo.it/pape…), dai demografi Rosina e Balducci. I due studiosi hanno addirittura proposto che il voto degli anziani debba avere un peso inferiore a quello dei giovani, immaginando di attribuire a ogni elettore un voto il cui peso dipenda dall’aspettativa di vita (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002695.html). Ho già commentato sul blog di Mara ( http://avanzi-avanzi-avanzi.blog.kataweb.it/2011/12/03/voto-ponderato-quando-il-conflitto-generazionale-gioca-brutti-scherzi/#comments) il metodo che, proponendo di pesare con 1,42 il voto di un ventenne e con 0,82 quello di un ottantenne, entra, a mio parere, in una spirale inaccettabile di discriminazione tendente al “razzismo per età”.
Ma forse hanno ragione Loro (FMI, Rosina e Balducci, ecc.)
E se fossimo alle soglie di nuove prospettive di “geronticidio” o “senicidio” ?
Del resto varie leggende raccontano che in tempi lontani si consumava il rito atroce del sacrificio dei vecchi, che venivano immolati al Dio del tempo e fatti precipitare dall'alto di un dirupo !
grande Luciano,
RispondiEliminasembri quasi un contadino :
"Scarpe grosse , Cervello fino "
godiamoceli sti sedici diciassett' anni de vita che ci rimangono, facciamo male all' INPS.
Lunga vita al tuo blog amico mio.
Maurizio Magistri
Ti leggerò volentieri
Grazie Maurizio !
EliminaSarebbe curioso capire come 3 anni di vita media in più (rispetto alla vita media di oggi o rispetto a quanto oggi prevediamo per il 2050? credo la seconda) facciano aumentare la spesa per invecchiamento del 50%. Proviamo a cercare sul web il paper del Fondo Moneterio? Sospetto sempre che i giornalisti ci mettano del loro...
RispondiEliminaMara, i 3 anni di vita media in più sono rispetto a quanto alla vita media che si prevede oggi per il 2050.
EliminaMa io su questa vita media che si può allungare in continuazione sono un pò scettico: siamo forse vicini ai liniti superiori !
Anche Tu, del resto, spesso hai osservato che negli ultimi anni l'aumento della vita media delle donne (che è superiore a quella degli uomini di circa 5 anni) sta evolvendo più lentamente di quella dei maschi.
Non è una probabilmente defaillance di "genere", si stà toccando forse il tetto massimo ? Mah !
Qui si parla dello studio del FMI
RispondiEliminahttp://www.neodemos.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=596
Come osserva il demografo Prof. Gustavo De Santis nell’intervento su “Neodemos.it” sopra citato … “è un po’ paradossale che l’allungamento della durata della vita, da una parte sia desiderato da tutti noi e faccia ben figurare i paesi nelle classifiche internazionali (ad esempio in quella dell’Indice di Sviluppo Umano, in cui l’Italia risulta 24^ nel mondo, su 187 paesi considerati), e dall’altra, invece, ci metta in crisi.” Mah !
RispondiEliminaLuciano carissimo ! Innanzitutto complimenti per la tua capacità di sempre fresche iniziative ! (io sto scrivendo questo post senza neanche sapere se alla fine... funzionerà, visto che non so come e cosa si debba fare per farlo apparire! Tu addirittura ti impegni in un blog...)
RispondiEliminaRifuggo - come avrai intuito dalla mia "sterilità" su Facebook - da tutto ciò che è assimilabile al concetto di "social network"... ma la stima che nutro per te non mi consente di non esserci, qui ed ora, a... rendertene testimonianza ...
Mi hai preoccupato quasi, con le notizie scientifiche sul degrado previsto/presumibile per queste nostre fasce di età... e concordo sull'opportunità di mantenere il cervello in funzione !
A questo proposito - e traendo spunto dalla riflessione sulla ponderazione dei voti elettorali in base all'età del votante - mi permetto di gettare un sasso nello stagno... proponendoti un tema che da qualche anno avverto come dominante nel presente e nel futuro della umana specie.
IL CONFLITTO DEI DIRITTI !
Non trovi tu che negli ultimi 50 / 100 anni il pensiero umano si sia "particolarmente" specializzato nella ricerca e nell'individuazione dei diritti di ciascuno di noi (categorie, specie, razze, ecc.) e che il risultato verso cui ci si sta avviando sarà quello di un insanabile conflitto tra gli stessi, della pretesa del loro rispetto.... ma senza alcun riferimento ai doveri che in molti casi dovrebbero accompagnarli ?
Un abbraccio
Roberto IUCCI
Roberto, grazie anche a Te!
EliminaIl tema che lanci (il conflitto dei diritti) è bello, affascinante ma, almeno per me, difficilissimo !
E forse ha tante sfaccettature: ho, ad esempio, trovato uno studio di ben 57 pagine dell’Università di Palermo (http://www.unipa.it/gpino/Conflitto%20e%20bilanciamento.pdf ) che tratta il problema di un giudice che… “ha davanti a sé una pluralità di norme tutte valide e rilevanti per il caso da decidere, ovvero, guardando la stessa situazione da una prospettiva diversa, una pluralità di interessi tutti giuridicamente rilevanti. Nell’assenza di un criterio giuridico chiaro e predeterminato che assegni prevalenza in via generale e astratta ad una delle due norme o interessi in conflitto, il
giudice dovrà scegliere quale norma o interesse ritenere “più” rilevante nel caso concreto, e quindi prevalente rispetto agli altri o anche, se possibile, cercare un contemperamento (un bilanciamento appunto) tra le norme o interessi in conflitto.”
Caro Luciano,
RispondiEliminadovrebbe essere quello di cui parla Repubblica oggi nell'articolo "Adesso è l'uomo ad invecchiare meglio" (peraltro non è una novità che la speranza di vita delle donne cresce meno), comunque può essere utile
http://www.healthy-life-years.eu/
Ciao
Mara
E questo è ancora più ricco (dovrebbe essere quello generale del progetto, che fa parte anche dell'Anno dell'invecchiamento attivo)
RispondiEliminahttp://www.eurohex.eu/
E questo è sul sito dell'INSERM (l'istituto di ricerche sulla ssanità in Francia), che è capofila di questo progetto europeo:
http://www.inserm.fr/actualites/rubriques/actualites-societe/jusqu-a-quel-age-vit-on-en-bonne-sante-en-europe
Ciao
Mara
Grazie Mara !
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